Una skill è una cartella: istruzioni, script e risorse che l'agente carica quando il task le richiede, invece di averle sempre nel contesto. Serve a una cosa precisa: far affrontare lo stesso tipo di lavoro sempre nello stesso modo, senza riscrivere le regole a ogni sessione.

Ne parlo spesso negli articoli, quindi qui metto in fila cosa intendo, dove si colloca e quando non serve.

Cosa cambia rispetto a un prompt

Un prompt vale per una conversazione. Una skill resta nel repository o nel team: la stessa voce del progetto, le stesse regole di formattazione, lo stesso modo di affrontare un certo task. È documentazione che l'agente usa davvero, non che spera di ricordare.

La differenza pratica è tra suggerire e vincolare. In La trappola dello stack di default l'esempio è una regola sul database: usa query SQL native, non proporre un ORM se non richiesto, e spiega perché. Scritta in una skill, quella scelta architetturale smette di dipendere da quanto è preciso il prompt del giorno.

Skills, AGENTS.md, MCP e tool: i confini

Sono quattro superfici diverse, spesso confuse.

  • AGENTS.md (o CLAUDE.md, a seconda dello strumento): un file Markdown nella root del repository che l'agente legge a ogni turno. Comandi del progetto, convenzioni, errori da evitare. È la superficie con meno overhead.
  • Skills: pacchetti di istruzioni e script caricati solo quando servono. Utili quando le regole sono troppe o troppo specifiche per stare sempre nel contesto.
  • MCP (Model Context Protocol): un protocollo per far scoprire e chiamare all'agente strumenti esterni, come API, database e servizi, con autenticazione e permessi.
  • Tool: le singole funzioni che l'agente chiama, con schema di input e output. Come si progettano bene è il tema di Tool engineering.

La regola che uso: se una cosa vale sempre, va in AGENTS.md. Se vale solo per un tipo di task, è una skill. Se l'agente deve agire su un sistema esterno, serve un tool, eventualmente esposto via MCP.

Quando una skill non serve

Se la regola sta in tre righe, AGENTS.md basta. Se il lavoro è deterministico e sempre uguale, spesso non serve nemmeno un agente: uno script e un cron fanno meglio, come racconto in Quando un agente non serve. Una skill aggiunge struttura, e la struttura ha senso solo dove l'agente deve davvero scegliere come procedere.

Dove approfondire

Il contesto più ampio, cioè cosa il modello vede prima di rispondere, è nel glossario alla voce context engineering e in Dalla prompt alla graph engineering. Per il lato pratico, cioè tenere sotto controllo un progetto scritto con l'AI, l'hub è Vibe coding.