Storage Vercel e altre notizie cloud, 13 ottobre 2026

Cloud e DevOps, 13 ottobre 2026: 11 notizie su AWS, Cloudflare, Vercel e Kubernetes, dai costi dello storage dei deploy al rollover KSK del DNS.

Francesco Pio Nocerino7 min

Contenuto generato con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Storage Vercel e altre notizie cloud, 13 ottobre 2026
Indice

In breve: il 13 ottobre 2026 le notizie cloud e DevOps parlano soprattutto di costi e scadenze. Vercel inizia a far pagare lo storage dei deployment ai team Pro e dal 23 ottobre cancella quelli più vecchi di 30 giorni, Let's Encrypt fissa al 10 febbraio 2027 il passaggio ai certificati da 64 giorni e Kubernetes ricorda che dalla 1.35 il kubelet non parte sui nodi cgroup v1. Sul fronte servizi, CloudFront accetta le Lambda Web Functions come origin e Cloudflare porta il profiling on demand su Workers e Durable Objects.

Questo è il primo numero di Cloud e DevOps, la sezione su infrastruttura e piattaforme. Le altre sezioni sono in Notizie tech, le cinque notizie principali nel numero di oggi e l'archivio di questa sezione è in Cloud e DevOps. Per scegliere la piattaforma giusta c'è Vercel vs Cloudflare vs VPS.

Costi e scadenze

Vercel: parte la fatturazione dello storage dei deployment per i team Pro

Fonte: Vercel Changelog · 9 ottobre 2026

Deployment Storage e Functions Storage diventano a pagamento per tutti i team Pro, a 0,10 dollari per GB al mese; la data d'inizio arriva a ogni team via email. Insieme cambia la retention: a partire dal 23 ottobre i deployment più vecchi di 30 giorni vengono cancellati, a meno di cambiare l'impostazione prima di quella data. I nuovi team Pro partono già con 30 giorni.

Perché conta: un deployment cancellato non si può più usare per il rollback. Prima del 23 ottobre conviene controllare la Deployment Retention Policy dei progetti in produzione e decidere quanta storia tenere, sapendo che ora ha un costo.

Let's Encrypt passa ai certificati da 64 giorni il 10 febbraio 2027

Fonte: Let's Encrypt · 7 ottobre 2026 (ripreso da LWN il 9 ottobre)

Dal 10 febbraio 2027 ogni certificato emesso o rinnovato da Let's Encrypt durerà 64 giorni; l'ultimo certificato da 90 giorni scadrà intorno all'11 maggio 2027. I certificati validi non verranno revocati. È il secondo passo del piano annunciato nel 2025: nel 2028 si scenderà a 45 giorni, come richiesto dai Baseline Requirements del CA/Browser Forum.

Perché conta: chi rinnova ancora a mano, o con cron fissi tarati sui 90 giorni, deve passare a un rinnovo automatico vero (ACME con controllo della scadenza). È il momento di verificare anche gli allarmi sui certificati in scadenza.

Bedrock AgentCore: la memoria a breve termine si paga a consumo

Fonte: AWS What's New · 12 ottobre 2026

La short-term memory di Amazon Bedrock AgentCore abbandona la tariffa fissa per evento: ora si pagano 1 dollaro per GB ingerito, 0,20 dollari per GB letto e 0,10 dollari per GB al mese di storage. Ingestione e lettura si fatturano per evento con un minimo di 12 KB e un massimo di 64 KB, lo storage sulla dimensione reale. La memoria a lungo termine non cambia prezzo.

Perché conta: gli agenti che scrivono tanti eventi piccoli dovrebbero spendere meno, ma il minimo di 12 KB per evento pesa sui payload minuscoli. Un TTL più corto sulle risorse di memoria è la leva più semplice per tenere basso lo storage.

Servizi e piattaforme

CloudFront accetta le Lambda Web Functions come origin

Fonte: AWS What's New · 12 ottobre 2026

Le app costruite con le nuove Lambda Web Functions si possono servire dietro CloudFront, con terminazione TLS all'edge, cache e domini personalizzati con certificati gestiti, senza toccare il codice. Con Origin Access Control la funzione risponde solo a CloudFront, così si possono aggiungere protezione DDoS e AWS WAF. Non ci sono costi aggiuntivi; resta esclusa la regione CloudFront Cina.

Perché conta: chiude il cerchio sulle Lambda Web Functions (le abbiamo raccontate nelle notizie sviluppo di oggi): un server HTTP standard su Lambda con CDN e WAF davanti diventa un'alternativa concreta ad API Gateway per siti e API.

Cloudflare: profiling CPU e memoria on demand per Workers e Durable Objects

Fonte: Cloudflare Blog · 9 ottobre 2026

Dalla pagina Observability di un Worker si può chiedere un profilo CPU o di memoria di una versione attiva, vederlo come flamegraph interattivo e scaricarlo in formato pprof. Da CLI basta cf workers versions profile latest con la durata e il tipo di profilo. Funziona anche sui Durable Objects.

Perché conta: i leak di memoria e le funzioni lente nei Workers finora si inseguivano a colpi di log. Un profilo preso in produzione mostra la funzione esatta che consuma CPU o alloca memoria, e il file pprof si apre con gli strumenti che già si usano.

Cloudflare Logpush: Transformers per filtrare e anonimizzare i log con SQL

Fonte: Cloudflare Blog · 12 ottobre 2026

I Transformers di Logpush, generalmente disponibili dalla Birthday Week insieme a Logpush su tutti i piani self-serve, applicano una query SQL ai log prima dell'export: si scartano i record inutili, si oscurano i campi sensibili e si rimodella l'output. Il motore è basato su Apache DataFusion e Apache Arrow.

Perché conta: togliere health check e dati personali prima che i log arrivino al SIEM o allo storage riduce i costi di ingestione e il rischio privacy, senza mantenere un servizio di elaborazione separato.

ElastiCache for Valkey: arriva la dashboard ElastiCache Insights

Fonte: AWS What's New · 12 ottobre 2026

Per i cluster Valkey node-based c'è una dashboard già pronta in CloudWatch con salute del cluster, memoria, CPU, rete, throughput dei comandi, latenza, keyspace ed errori, costruita sulle metriche OpenTelemetry pubblicate in automatico. Il monitoraggio dettagliato porta le metriche a 15 secondi, con il prezzo CloudWatch per le metriche OpenTelemetry.

Perché conta: vedere in una schermata quando un nodo si avvicina ai limiti di memoria o di connessioni evita di costruirsi la dashboard a mano. Attenzione al costo delle metriche a 15 secondi se si attivano su tutti i cluster.

S3 Express One Zone arriva a Londra e in altre tre regioni

Fonte: AWS What's New · 12 ottobre 2026

La classe di storage S3 Express One Zone è ora disponibile in Europe (London), Asia Pacific (Jakarta), Asia Pacific (Hong Kong) e Africa (Cape Town), per un totale di 19 regioni. Promette accesso ai dati in millisecondi a una cifra, fino a 10 volte più veloce e con richieste fino all'80% più economiche di S3 Standard.

Perché conta: per chi lavora in Europa è una regione in più vicina agli utenti. È pensata per dati letti spesso, come cache e training, ma vive in una sola zona di disponibilità: non va usata come unica copia.

Vercel CLI: gli agenti possono comprare domini, con conferma umana

Fonte: Vercel Changelog · 9 ottobre 2026

Un agente di coding può cercare un dominio con vercel domains search, controllarne disponibilità e prezzo con vercel domains check e vercel domains price e avviare l'acquisto con vercel domains buy. In modalità non interattiva il comando si ferma con un errore strutturato e restituisce la conferma all'utente, che approva prezzo, rinnovo automatico e dati del registrante.

Perché conta: è un buon esempio di come dare a un agente un'azione che costa soldi: tutto il lavoro di ricerca lo fa la macchina, la spesa resta una decisione umana. Lo stesso schema vale per qualunque tool che si espone agli agenti.

Kubernetes e DNS

Kubernetes e cgroup v2: dalla 1.35 il kubelet non parte su cgroup v1

Fonte: Kubernetes Blog · 6 ottobre 2026

Il supporto a cgroup v1 è deprecato e dalla v1.35 l'opzione failCgroupV1 vale true di default: su un nodo cgroup v1 il kubelet non si avvia. Si può impostare temporaneamente failCgroupV1: false, ma la rimozione è già pianificata nel KEP-5573. Nei cluster gestiti con kubeadm il controllo preflight blocca init, join e upgrade quando trova cgroup v1 con un kubelet 1.35 o successivo.

Perché conta: chi ha ancora nodi su distribuzioni vecchie deve migrarli a cgroup v2 prima dell'upgrade, altrimenti il nodo resta fuori dal cluster. Il post spiega anche i vantaggi pratici, come una gestione più corretta della memoria.

La radice del DNS cambia chiave: il rollover KSK-2024 dell'11 ottobre

Fonte: Cloudflare Blog · 6 ottobre 2026

L'11 ottobre 2026 la radice del DNS è passata alla nuova chiave di firma KSK-2024, la seconda volta nella storia. I resolver DNSSEC che non si fidano della nuova chiave rischiano di non risolvere siti sani. Chi usa il DNS di Cloudflare, 1.1.1.1 o Gateway non deve fare nulla; Cloudflare ha pubblicato un test basato sull'RFC 8509 per verificare il proprio resolver.

Perché conta: chi gestisce un resolver validante in proprio, per esempio Unbound o BIND su un server o in un cluster, deve controllare che abbia il trust anchor aggiornato. Se dopo l'11 ottobre ci sono errori SERVFAIL strani, è il primo sospetto.

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